Karin (かりん, 'Karin'?) è un manga realizzato da Yuna Kagesaki e pubblicato dal 9 aprile 2003 al 9 febbraio 2008 su Dragon Age di Kadokawa Shoten. L'intera opera è stata raccolta in 14 tankōbon.

Dal manga sono stati tratti:
Una serie di light novel intitolata Karin Zōketsuki (かりん増血記, 'Karin Zōketsuki'?), scritta da Tohru Kai e pubblicata da Fujimi Shobo in 9 volumi;
Un anime di 24 episodi prodotto dallo studio Geneon Entertainment e andato in onda per la prima volta dal 3 novembre 2005 all'11 maggio 2006 sul canale WOWOW.

In Italia è arrivato solo il manga, pubblicato da Planeta DeAgostini a partire dall'aprile 2008. La casa editrice spagnola ha però sospeso la pubblicazione del manga al 12° volume, e tuttora non si hanno notizie certe riguardo gli ultimi due volumi.

Trama[modifica | modifica sorgente]

Karin Maaka è la secondogenita di una delle famiglie di vampiri che hanno lasciato l'Europa per vivere nel più tranquillo Giappone (dove i vampiri non sono conosciuti e di conseguenza nemmeno perseguitati).
Tuttavia Karin non sembra per niente una vampira, tanto da essere considerata la pecora nera della famiglia. A differenza dei vampiri normali, infatti, il sole non le dà alcun fastidio, non riesce a comandare i pipistrelli, non ha un olfatto sviluppato e soprattutto... non si ciba di sangue! Al contrario, ne produce più del necessario, tanto da aver bisogno una volta al mese d'iniettarlo ad un umano attraverso i propri canini. In caso non faccia in tempo è preda di violente epistassi, che la imbarazzano tantissimo.
La storia inizia quando Karin incontra uno studente appena trasferitosi da un'altra scuola, tale Kenta Usui. Sembra che averlo accanto provochi in Karin una strana reazione, un aumento improvviso del sangue prodotto. Per evitare momenti imbarazzanti cercherà dunque di evitarlo il più possibile, ma Kenta, incuriosito dalla cosa, non farà che inseguirla per chiederle spiegazioni.
Karin non potrà scappare a lungo, e dovrà affrontare quindi il problema. Ma a cosa sarà dovuto?

Il manga[modifica | modifica sorgente]

Nonostante l'autrice sia una donna, così come protagonista della storia, e i disegni siano molto curati, il manga è chiaramente uno shōnen. Tuttavia il fanservice è quasi del tutto assente e gran parte della storia si gioca sulla componente sentimentale. L'autrice confessa più di una volta negli omake di fine volume che non aveva alcuna intenzione di realizzare una commedia sentimentale. Ma per scelte editoriali le è stato detto di intraprendere questa direzione e così ha fatto. L'obiettivo è quindi incentrato, sin dai primi capitoli del manga sullo strano rapporto che vede protagonisti Karin e Kenta. Ognuno dei due conduce una vita abbastanza travagliata per motivi molto diversi, cosa che li farà sentire vicini. Tuttavia Karin è una vampira (o qualcosa del genere) e come tale le è stato imposto di non far scoprire a nessun umano la propria identità.
Da ciò nascerà un'inevitabile commedia degli equivoci che costituirà la parte comica della storia, per poi lasciare posto ad argomenti più seri.

Edizione originale[modifica | modifica sorgente]

Ogni tankōbon presenta al suo interno 5 capitoli da 30 pagine ciascuno. Ad inizio volume sono presenti un paio di illustrazioni a colori, mentre alla fine troviamo omake comici che vedono come protagonisti i personaggi della serie o gli "addetti ai lavori" (mangaka, assistenti, editore...)

Edizioni estere[modifica | modifica sorgente]

Questo manga è stato pubblicato in diverse lingue: abbiamo l'edizione inglese, quella in francese, in tedesco, in italiano, in polacco e in cinese. L'edizione inglese è stata intitolata Chibi Vampire ed è stata pubblicata da TOKYOPOP dall'11 aprile 2006 al 29 settembre 2009. La casa editrice americana sta inoltre pubblicando la serie di light novel, intitolandole Chibi Vampire: The Novel. Ad oggi ne son state stampate 7 su 9 (una ogni 6 mesi circa).

L'edizione francese e tedesca sono invece pubblicate rispettivamente da Pika Édition e Carlsen Comics.

Edizione italiana[modifica | modifica sorgente]

La Planeta DeAgostini pubblica una versione italiana molto simile ai tankōbon originali: sovracoperta, brossura, illustrazioni a colori a inizio volume e omake alla fine. Anche la struttura della serie è rimasta la stessa, che si comporrà quindi di 14 volumi.

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